Calliope

Racconto di Marco Zuaro, 18 anni, di Monte Porzio Catone (Rm)

Parte 1

Matteo stava camminando verso la stazione. Il calore ristagnava nelle strade, e l’asfalto sembrava vibrare nell’accecante luce d’Agosto. L’aria era ferma, ma i suoi capelli biondi galleggiavano ritmicamente nell’aria, conferendogli una buffa area puerile che male si sposava con le lunghe gambe coperte dalla altrettanto bionda peluria adolescenziale. Nonostante il sudore impregnasse la t-shirt di cotone e la gola fosse secca per la sete, queste gambe procedevano a tamburo battente, senza dare alcun segno di volersi fermare. Con un area estremamente rilassata Matteo proseguiva la sua celere marcia, incitato dal peso del piccolo zaino che portava alle spalle, che ad ogni passo sobbalzava leggermente, ricordandogli il contenuto. Ogni volta che pensava di rallentare o fermarsi sotto l’ombra di uno dei grandi alberi del vialone, per far calmare i giramenti di testa che lo assalivano in fitte intermittenti, bastava un colpetto dello zainetto per ricordargli la sua missione e che doveva concluderla al più presto. Solo per una cosa si fermò: un vecchio sudato e grinzoso era seduto vicino ad una fontanella e chiedeva l’elemosina. Il cappello a terra era vuoto e il poverino sembrava molto sofferente nell’arsura. La vuotezza di quel cappello fece molta pena a Matteo, che senza esitazione infilò la mano nella tasca dei pantaloncini, estraendone una banconota da cinque euro tutta stropicciata che depose nel cappello a terra. La smorfia di dolore del vecchio si convertì in un sorriso di gratitudine che gli riempì il cuore di sincera e disinteressata gioia, e lo incoraggiò a proseguire lungo il suo percorso con nuovo entusiasmo. Appena il vecchio stabilì che il ragazzino era sufficientemente lontano, arraffò la banconota e la nascose in tasca, per poi riprendere la pantomima. (…)

Glotun

Racconto di Gabriele Ripandelli, 18 anni, di Perugia.

Nessuno parlava. Nell’aula regnava il silenzio. L’unico rumore che si poteva sentire era quello dello scorrere delle penne sui fogli. Era una cosa molto strana per una classe di un liceo. Dei ragazzi soprattutto all’età di 18 anni in grado di seguire con quell’attenzione il docente non si erano mai visti. Eppure I 25 ragazzi dello scientifico di Perugia non osavano mai parlare durante le spiegazioni di Belardinelli. Non si capiva  il perché. Non credo fosse tutta causa dell’interesse per la materia che in una situazione del genere si sarebbe dovuto chiamare passione vera e propria. Non era neanche la paura per gli esami in cui scienze aveva un ruolo chiave e che ormai erano veramente vicini.  La condizione oramai era la stessa da due anni. Forse era il terrore che quella testa pelata di prof suscitava in loro. Probabilmente era cosi’…. (continua sfogliando qui sotto)

La ballata di Nettlefield

racconto di Marco Zuaro, 17 anni

L’effetto Farfalla, in fisica e matematica, è una locuzione della teoria del caos. Questo effetto si basa sul concetto che anche la minima variazione nelle condizioni iniziali può causare drammatici effetti sul sistema a lungo termine. Turing sosteneva che lo spostamento di un singolo elettrone avrebbe potuto prevenire o causare una valanga l’anno successivo. Un grande equilibrio rotto da una minima incosciente variazione.
Preludio
Gayle Myers attraversò velocemente il parcheggio della scuola, cercando dentro allo zaino le chiavi della mustang che le aveva prestato il padre. Per un momento il terrore di averle perse le attanagliò lo stomaco. Poi aprì la tasca davanti dello zaino. Che cosa avrebbe pensato suo padre se avesse perso le chiavi proprio il primo giorno che le aveva prestato la macchina? … (continua nel pdf sfogliabile)

cod. 1519671891623

Canto per la primavera

racconto di Raffaele Bianco, Mario Bucaneve, Leonardo Suvieri, 17 anni, del liceo Alessi di Perugia

Tornai a casa dopo una lunga e stressante giornata di lavoro, mi dissero di far quadrare il bilancio di ecosostenibilità: l’ennesima inutile bega burocratica. Stanco, appena dopo aver cenato andai a letto e mi addormentai.

Mi svegliai di soprassalto per il freddo in cui era piombata la stanza. Cercai di riscaldarmi con la coperta ma mi venne sfilata dal fondo del letto. Aprii gli occhi e la prima cosa che notai fu la finestra aperta. Con un balzo saltai fuori dal letto. Non vidi nessuno, ma accanto a me era misteriosamente apparso un alberello, dal quale sentii uscire una voce

- Io sono il bilancio passato, rappresentato da uno degli alberi che sarebbero cresciuti se tu non mi avessi falsato.

Incredulo mi avvicinai e il piccolo pino iniziò a schiaffeggiarmi con i suoi rametti appuntiti e proseguì dicendo

- Ora pagherai per le tue malefatte.

Il blackout

Racconto di Marianna Antonuzzi, 18 anni, di Monterotondo

C’era una volta un sommo saggio che molto tempo fa predicava nelle piazze, si chiamava Eraclito e sosteneva che “tutto scorre”: Panta Rei.

Renato, un giovane principe azzurro della Repubblica Italiana del XXI secolo, ingenuamente si interrogava sul come potesse un filosofo dell’antica Grecia dare a lui, giovane uomo del terzo millennio, consigli di vita.

Proprio per via di queste incomprensioni di carattere logico Renato per quel giorno scelse di chiudere il tomo di filosofia e di uscire a farsi una passeggiata.

C’era un bel calduccio a quell’ora soleggiata del pomeriggio, ma Renato non parve farci caso: sbuffò sfilandosi il giacchetto in ecopelle e si calcò gli occhiali sulla testa, grugnì infastidito dal sole che non gli permetteva di leggere il display del telefono: inarcò la schiena per gettare ombra sul cellulare e gli occhiali da sole gli scivolarono sul naso, ma finalmente era riuscito a sbloccare lo schermo e ad alzare la luminosità.

Earthtube

Canale youtube di Gabriele Ripandelli e Sonia Forlimbergi, 17 anni, corrispondenti gNe da Perugia e redattori de La Siringa (liceo G. Alessi, coordinamento Annalisa Persichetti) dedicato ad una declinazione creativa del tema “Panta Rei”.