Volkswagen: rapporto di sostenibilità 2016

di Rebecca Vitelli, 23 anni, di Carpineto Romano

La sensibilità e la consapevolezza per i temi ambientali è notevolmente aumentata negli ultimi anni, tanto da spingere numerose imprese a redigere un bilancio d’impatto o di sostenibilità, da affiancare al bilancio d’esercizio richiesto per legge. Dietro questa scelta non c’è solo la necessità di uno sviluppo più  sostenibile nel lungo termine, aspetto fondamentale nelle strategie d’impresa, ma anche vere opportunità economiche da sfruttare. Prima fra tutti c’è la possibilità di efficientare i processi produttivi e ridurne i relativi costi, da una parte, intervenendo sugli sprechi e puntando su riciclo e riutilizzo di materiali e scarti di produzione, dall’altro ricorrendo a tecnologie, materiali e pratiche all’avanguardia, che pur comportando un investimento iniziale più elevato consentono, in genere, performance superiori ed un recupero di costi nel lungo periodo. Da non sottovalutare è, inoltre, il fattore reputazionale che deriva da pratiche sostenibili messe in atto dalle imprese. I consumatori, infatti, nelle loro scelte tengono ormai sempre più conto di fattori etici e si orientano verso quelle imprese di cui condividono valori e missioni. È, quindi, importante per le aziende conformarsi a queste richieste del mercato, per non perdere competitività ma, anzi, aumentarla attraverso pratiche etiche e sostenibili.

Tra le imprese che hanno intrapreso questa strada si colloca anche il Gruppo Volkswagen, azienda automobilistica, che racchiude al suo interno 12 marchi, quali Volkswagen Passenger Cars, Audi, SEAT, SKODA,  Bentley, Bugatti, Lamborghini, Porsche, Ducati, Volkswagen Commercial Vehicles, Scania e MAN. La società tedesca, a partire dal 2011, pubblica annualmente un report sulla sostenibilità del Gruppo, presentando oltre ai progetti in fase di sviluppo e di implementazione, la propria strategia di business, declinata in management, gestione del prodotto, catena del valore e personale, e indicatori economici ed ambientali. L’ultimo report è aggiornato al 12 aprile 2017 e si riferisce all’esercizio economico del 2016, ma contiene anche alcune informazioni relative al 2017. Il report per il 2017 verrà, invece, pubblicato prima di questa estate.

Dal documento si evince la consapevolezza del Gruppo Volkswagen di poter e dover orientare il cambiamento di un settore nel quale riveste una notevole importanza. Il Gruppo, infatti, si colloca tra le più grandi imprese industriali al mondo e produce ogni anno più di 10 milioni di veicoli. Da questi numeri deriva una responsabilità sociale considerevole, poiché, a fronte di benefici, quali la creazione di posti di lavoro ed il conseguente sviluppo delle aree in cui operano le varie sedi, non si possono tralasciare le conseguenze negative come le emissioni ed il consumo di risorse. L’obiettivo del Gruppo è, quindi, quello di “garantire una produzione responsabile ed efficiente e rendere la mobilità non solo il più sicura, conveniente ed ambientalmente sostenibile, ma anche alla portata del maggior numero di persone possibili”. Ciò è sintetizzato nella mission “Volkswagen: moving people forward”, ovvero portare le persone oltre. L’unica crescita possibile è, ormai, quella che prende le basi dalla responsabilità etica e sociale e dalla protezione ambientale, per questo il Gruppo ha sviluppato un ambizioso programma da conseguire entro il 2025, TOGETER- Strategy 2025, che prevede quattro pilastri:

  • Trasformare il core business, nonostante lo sviluppo, la produzione e la vendita di veicoli resteranno le attività principali del Gruppo anche in futuro, questo settore sta attraversando forti cambiamenti, ci si sta, dunque, muovendo verso lo sviluppo di auto elettriche e di una mobilità sostenibile che comprende corse su prenotazione e car pooling
  • Sviluppare il settore delle soluzioni per la mobilità, fornendo servizi di mobilità, ai cittadini, attraverso car sharing e robotaxi, ed alle imprese, attraverso trasporti per il settore logistico
  • Rinforzare il potere di innovazione, insistendo ulteriormente sulla trasformazione digitale
  • Assicurarsi finanziamenti, in caso contrario non sarebbe possibile raggiungere nessuno degli obiettivi preposti. I fondi andranno recuperati attraverso la gestione efficiente della catena del valore e sfruttando le sinergie tra i diversi brand

In questo senso Volkswagen ha individuato 16 aree di azione su cui concentrarsi, ognuna con pari importanza, da declinare in base alle esigenze delle singole aree regionali. Queste vengono raggruppate in tre macro-aree: economia, persone ed ambiente.

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Aree di azione del Gruppo Volkswagen
Fonte: Volkswagen Konzern Sustainability Report 2016, Volkswagen AG, Wolfsburg (Germany), May 2017

Per indirizzare il cambiamento è, infatti, necessario mantenere performance elevate, assicurando standard di qualità e competitività sul prezzo, gestire in modo efficiente l’intera catena produttiva e dotarsi di un adeguato sistema per la gestione dei rischi. Ciò che può fare la differenza sono, però, le persone, il capitale umano, che non influenzano i risultati dell’impresa solo attraverso le proprie competenze, ma anche, e soprattutto, attraverso il loro impegno, visto sia come aderenza ai principi del Gruppo, spirito imprenditoriale, che come partecipazione ed interesse per i progetti in essere ed in corso di pianificazione, per creare valore aggiunto. Terzo fattore da tenere in considerazione è, poi, l’ambiente, che va preservato per garantire la disponibilità futura di risorse e materie prime. L’obiettivo del Gruppo è fare in modo che ogni nuova generazione di veicoli sia più ecosostenibile della precedente. La principale sfida per ridurre l’impronta ambientale è certamente rappresentata dalla necessità di ridurre la quantità di CO2 emessa dai veicoli, infatti, il 74% del totale delle emissioni di anidride carbonica del Gruppo si produce durante la fase di utilizzo delle auto. Cruciale, a questo fine, sarà lo sviluppo della mobilità elettrica e la ricerca finalizzata allo sviluppo e l’utilizzo di nuovi carburanti a minor impatto ambientale. Secondo le previsioni, entro il 2025, Volkswagen dovrebbe introdurre sul mercato più di 30 nuovi modelli di veicoli completamente elettrici. Nel frattempo, nel 2016, le emissioni di CO2 prodotte dalle nuove auto lanciate sul mercato europeo dal Gruppo, ad esclusione di Lamborghini e Bentley, che hanno dei target propri, si sono considerevolmente ridotte, fino ad un valore medio di 120.4 g CO2/ km, dunque, al di sotto dallo standard ambientale fissato dall’Unione Europea per il 2015, pari a 130 g CO2/km.

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Anche la quantità di energia necessaria alla produzione di ogni singolo veicolo si è ulteriormente ridotta, grazie all’utilizzo di processi più efficienti, passando da una media di 2,106 kWh del 2015 a 2,090 del 2016, tuttavia la quantità aggregata è aumentata, in conseguenza dell’incremento dei veicoli prodotti. 

 

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