ProPositivo (11530)

di Gian Luca Atzori, 24 anni, e Maura Fancello, 24 anni, di Nuoro

http://www.propositivo.eu/

Siamo un gruppodi ragazzi tra i 20 e i 30 anni, sparsi per l’Italia e il mondo, studenti e lavoratori, realisti e sognatori. Da qualche anno a questa parte abbiamo dato vita ad un progetto che prende il nome di “ProPositivo”, oggi ospitato anche su ilfattoquotidiano.it. L’intento è quello di mettere in luce i numerosi esempi di pratiche virtuose presenti, accomunate tra loro da una visione della realtà propositiva e innovativa, sostenibile e resiliente.

Resilienza è un termine poco comune che ha diversi significati: In psicologia è considerata come “la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà”. “La capacità umana di affrontare le avversità della vita, superarle e uscirne rinforzato o, addirittura, trasformato”. In ecologia e in economia la resilienza è invece la capacità di un ecosistema o di un sistema economico di “mantenere il proprio funzionamento nonostante un cambiamento o uno shock subito dall’esterno”. L’attuale crisi finanziaria è quindi il periodo perfetto per reintrodurre questo fondamentale concetto nell’immaginario collettivo. Resilienza e sostenibilità vanno a braccetto, ma non vanno confuse. La sostenibilità è un modello, la resilienza è la capacità che lo anima. Essa non può essere imposta, dev’essere coltivata da chi la vive, dalle comunità e gli individui che la praticano. In definitiva la promozione di una società sostenibile senza lo sviluppo della resilienza è del tutto inutile.

Abbiamo a cuore di parlare di un mondo che funziona, mentre tutti ci gridano contro il contrario, e non perché non accettiamo la realtà, ma perché preferiamo ricercare soluzioni piuttosto che arrestarci alle critiche; preferiamo costruire il nostro paradiso piuttosto che demolire il nostro inferno. Baudelaire era convinto che per natura “Diffidiamo del popolo, del buonsenso, del cuore, dell’ispirazione e dell’evidenza”, prede di un disfattismo perenne nato dall’indignazione, e dall’amaro retrogusto di discolpa dalla propria impotenza. La ricerca di un approccio maggiormente propositivo negli anni è stata quindi per noi il filo conduttore che ci ha unito, fatto crescere, che ha razionalizzato la nostra diffidenza cambiando totalmente la nostra visione della realtà e delle infinite alternative che offre.

Può sembrare complesso, ma partiamo da un assunto piuttosto semplice: siamo fermamente convinti che se il tempo che usiamo per lamentarci lo utilizzassimo per escogitare delle scappatoie, saremo in grado di risolvere numerosi problemi odierni, soprattutto se i nostri sforzi fossero orientati al recupero della resilienza, intesa come chiave di volta del benessere collettivo. Ogni nostro articolo, infatti, non si limita all’analisi di un problema, bensì, considera anche le sue possibili soluzioni, attraverso uno studio del panorama nazionale e internazionale, accompagniamo ogni critica ad un’alternativa. E’ per questo che il blog prende il nome di ProPositivo.

Diamo spazio ad un’informazione costruttiva che non solo metta in luce delle buone iniziative, ma che possa anche creare una connessione fra le diverse realtà virtuose in modo da renderne più concretamente spendibili le idee. Si tratta infatti di esempi semplici, efficaci e replicabili in grado di essere sfruttati dalle comunità locali rendendole protagoniste del cambiamento che vorrebbero avvenisse nelle proprie realtà.

Per quanto dura, creare un tipo di approccio maggiormente propositivo non è una necessità puramente sociale, ma fisiologica. L’essere propositivi non è infatti qualcosa che dobbiamo acquisire, ma piuttosto un requisito fondamentale della nostra natura: “30 minuti di lamentele spengono i neuroni dell’ippocampo, area coinvolta nella nella soluzione dei problemi”. Agevolano la depressione e uno stato di impotenza perenne, incapace di stimolare un miglioramento.

Essere propositivi è quindi una basilare tattica di sopravvivenza che stiamo perdendo, ecco perché una comunità propositiva è il presupposto fondamentale per una società resiliente. Questa è la nostra filosofia.Per questo motivo crediamo che propositività, resilienza e comunità locali diano vita ad un trinomio che racchiuda una combinazione di valori adatti al rinnovamento energetico, culturale e socio-economico. Un perfetto equipaggiamento per il cambiamento.

Altri progetti:

I nostri progetti non si muovono solo al livello comunicativo ma anche pratico, coinvolgendo esperti nazionali, scuole, associazioni, comuni, e piccole e medie imprese. L’estate scorsa insieme al movimento di Sardegna in Transizione e alCentro Servizi Culturali di Macomer, abbiamo dato vita al primo incontro regionale delle realtà attive nel processo di transizione della Sardegna. I progetti di transizione in Sardegna si pongono come obbiettivo quello di ricostruire la resilienza dei territori in risposta al picco del petrolio, i cambiamenti climatici e l’instabilità dell’economia globale. Il nostro progetto punta a riequilibrare il valore delle risorse locali a quelle globali all’interno delle varie comunità, e agisce dal basso facendo leva sulle reti di cittadini e i gruppi socio-culturali già esistenti. Si muove attraverso piccole iniziative come la diffusione di una cultura maggiormente consapevole sui consumi, il sostenimento delle attività locali, l’utilizzo di monete complementari, la creazione di orti comuni e orti urbani, la tutela dell’ambiente e della biodiversità; la nascita di marchi sociali e mercati equosolidali, la stimolazione alla partecipazione socio-politica … Il progetto di Sardegna in Transizione nasce intorno a questi valori, ed è ora alimentato da una rete di gruppi e associazioni attivi in seguito al Primo Incontro Regionale tenutosi lo scorso Agosto a Macomer (Centro Sardegna) a cui hanno partecipato: Il canale d’informazione “ProPositivo”; il “Centro Servizi Culturali” di Macomer; il “GAS” (Gruppo di Acquisto Solidale) di Nuoro; il circuito finanziario regionale “Sardex”;  la rete dei produttori biologici di “Biosardinia”; il “CAN” (che attraversoil suo progetto “prantaluche” ha creato un Orto Urbano a Nuoro, riqualificando il centro storico); l’associazione culturale Scirarindi di Cagliari e Sassari; La rete Ecosardi (che pratica la Decrescita attiva). Tutte le iniziative dei gruppi sono sempre state autofinanziate attraverso la creazione di eventi ludici e culturali senza scopo di lucro, attraverso bandi dell’UE o raccolte fondi.

http://www.propositivo.eu/

We are a group of people between the age of 20-30, scattered throughout Italy and the world, students and workers, realists and dreamers. Few years ago we started a project, whose name is “ProPositivo”, with the aim of highlighting good practices worldwide and collecting them under a proactive and innovative vision in a unique blog: ProPositivo, now weekly hosted by ilfattoquotidiano.it. Our aim is to highlight relevant examples that are already changing the society we live in, and linking them together with a constructive, sustainable and resilient spirit.

Creating a more proactive approach is not purely a social necessity. Indeed it is been proved that: “30 minutes of complaints turn off the neurons of hippocampus, an area involved in the solution of problems”. Being proactive is not something that we need to acquire, but rather a basic survival technique that we are losing and the prerequisite for a resilient society.

“Resilience” is a term that has several meanings. In psychology is described as the human capacity to deal with life’s adversities, overcome them and emerge strengthened or even transformed. In ecology and economy resilience is the capacity of an ecosystem or economic system “to maintain its operation despite a change or a shock from the outside”. The current financial crisis is therefore the perfect time to reintroduce this fundamental concept in the collective imagination. Resilience and sustainability go hand in hand, but should not be confused. Indeed, sustainability is a model but resilience is an inclination, it cannot be imposed, it must be nurtured by communities and individuals who practice it.

It may seems complex but let’s start with an assumption rather simple: if we spend the time we use to complain to analyze our problem and to find possible solutions, we’ll be able to solve many of today’s society problems, especially if our efforts were geared to the recovery of resilience, seen as the key to the collective well-being.

Following this vision each of our articles is not limited to the analysis of a problem, but considers its possible solutions through the study of the national and international situation in order to provide relevant examples. In this way, any criticism is followed by an alternative, easy to understand and replicable in different realities. That is why our blog is called “Propositivo”. We give space to constructive information that will shed a light not only on good initiatives, but create also a connection between different realities. We link ideas and associations together with the aim of inspiring communities with similar problems to look to each other and to work together to find possible solutions. This is also a way to remember everyone that to better our world we need to be effective protagonist of its development.

Our projects involve national experts, schools, associations, municipalities, and small and medium-sized enterprises. We move through small initiatives such as spreading awareness on environmental protection and biodiversity, creating community gardens and urban garden, sustaining local activities, promoting knowledge on social label and fair trade market, using complementary currencies, stimulating the participation of all citizens.

We want to talk about a world that works, we prefer to look for solutions rather than complain, we prefer to build our paradise rather than demolish our hell. This is our philosophy. This is the reason why we believe that proactivity, resilience, and local communities give rise to a trinomial that can make the difference, a combination of suitable values: energy renovation, cultural and socio -economic development. The perfect outfit for a change.

 

cod. conc. 0602133614


19 Comments

  1. Comment by sandra lakeman:

    Dear Maura Fancello and Guan Luca Atzori, wherever you are, i was just sent an article that the two of you have written about the Nuraghi. I wish it were in English but i will try to read it anyway in the Italian. My friend, an architect in Roma, who sent it to me that he thought if you had read the book just published as an exhibition catalogue that you would have written differently. I will have to ask him what he meant by that..

    The exhibition is in the Center Giovanni Lilliu right across the road from Nuraghe Su Nuraxi in Barumini. I sure wish i could meet you there to chat about the wonderful images.. the show contains 165 images and the book is 160 pages of mostly full color images with 10 pages of a Visual Glossary with hand drawn illustrations of all of the art and architectural archetypes of the pre-nuragic and nuragic cultures.. It is the culmination of 15 years of work and i have spent nearly 3 years in 8 trips to the island. title::
    “Sardegna, the Spirit of an Ancient Island, The Art and Architecture of the Pre-Nuragic and Nuragic Cultures”
    It is a very beautiful

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