In alto mare: alla ricerca della speranza perduta. (12066)

di Martina Minniti, 17 anni, Prato

 

La ciurma stava annaspando, ogni singola mente era alla deriva; bisognava immergersi nella situazione e trovare un’intesa, l’intesa vincente.

Ogni giorno i marinai del reggimento “usa e getta” avevano bisogno di un’infinità di risorse. Il possesso e il consumo li rendeva sazi e felici, liberi da ogni turbamento. Risparmiare non era contemplato perché tutto pareva senza fine, così si erano abituati a vivere in un bagno di cianfrusaglie. Quando, in un momento di lucidità, scoprirono che il nostro vascello Terra è colmo di ricchezze limitate e che l’unico soccorso è inserire nel vocabolario quotidiano i verbi riciclare e rinnovare, uscirono dalla sala di comando e si diressero verso il ponte di prua. Il grigiore della tempesta stava trapassando anche nei loro animi e si resero conto che in quell’ambiente tetro mancava un colore: tutto ciò che occorreva era ritrovare la lucentezza del verde speranza. Con una semplice occhiata capirono che tutti insieme avrebbero dovuto cercare un cambiamento e solo con l’energia e il lavoro avrebbero potuto ribaltare la situazione.

Non è logicamente possibile uno sviluppo infinito con risorse finite; l’ambiente aveva bisogno di tutto l’amore dei suoi inquilini per rinvigorire.

Si resero conto che con gesti quotidiani avrebbero potuto migliorare le condizioni del mondo ma erano ansiosi di poter assicurare alle generazioni future le stesse risorse che avevano avuto. Credevano che per trovare la soluzione avrebbero dovuto cercare un’isola incontaminata, in modo da poter ricominciare.

Mesi e mesi di ricerche, il viaggio verso “l’isola che non c’è” aveva sconfortato gran parte della flotta e le nuvole tornarono a coprire il tappeto celeste. Ci vollero le parole del capitano per ravvivare i cuori: egli ricordò che erano lì per portare a termine una missione e che ogni singola persona era indispensabile per fare la rivoluzione; un equipaggio è degno di essere chiamato in questo modo solo se c’è collaborazione e si otterranno ottimi risultati se ognuno accetta e crede nelle sue mansioni.

A quel punto scattò l’intesa, i marinai guardarono verso il cielo e scorsero un piccolo uccellino verde, che aveva fatto il suo nido sopra la cabina di comando. Nessuno si era mai accorto della piccola creatura eppure era sempre stata lì, di fronte ai loro occhi. Il cambiamento si può attuare solo se la comunità si unisce e lavora per la felicità, non è necessario creare progetti sovrumani, basta fermarsi a riflettere perché le soluzioni le abbiamo sempre avute dentro di noi, forse dimenticate nel ripostiglio ma a portata di mano. Tutti insieme riusciremo a cavalcare le onde e libereremo il fragile uccellino della speranza, che colorerà di verde il nostro ambiente; sta solo aspettando che qualcuno gli insegni a volare.

 

cod. conc. 0403195806


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